Mi è stato chiesto da molte persone, che soffrono di senso di colpa, di affrontare questo argomento e di trattarlo in base alla mia esperienza di life mental coach.
Desidero, perciò, riflettere assieme a te, che mi segui e che mi leggi, su questo particolare tema, dandoti il mio modesto contributo, frutto di casi pratici conosciuti durante le mie sessioni di coaching.
CHE COS’È IL SENSO DI COLPA?
È un sentimento che nasce in noi stessi, perché ci sentiamo responsabili per una di queste 3 ragioni: 1) per aver agito, secondo la nostra percezione, in modo sbagliato, cioè violando delle regole; 2) per aver omesso l’azione, che, a nostro avviso, era ritenuta doverosa fare in quella situazione e in quel tempo specifici; 3)per aver deluso alle aspettative degli altri da noi reputati “autorità” importanti.
ORIGINE DEL SENSO DI COLPA
Può nascere da condizionamenti culturali, familiari e sociali, che ci hanno fatto acquisire delle convinzioni e delle regole, che noi rispettiamo per ottenere poi delle approvazioni e per sentirci parte integrante di un gruppo. Infatti, se scegliamo un comportamento diverso rispetto quello già codificato dall’insieme di appartenenza e dalla società in genere, il senso di colpa si manifesta più facilmente come riflesso della nostra disubbidienza. Spesso questo sentimento viene determinato anche quando le persone credono di non essere all’altezza della situazione e di conseguenza delle attese delle persone vicine . Ad esempio, i ruoli di figlia, di moglie e di mamma possono contribuire a far sentire le donne in colpa, proprio perché non soddisfano alle aspettative dei loro familiari, che spesso non sono state neppure esplicitate né chiarite. Ti riporto, perciò, degli esempi di vita di donne per farti comprendere meglio questo sentimento.
ESEMPI PRATICI IN CUI NASCE IL SENSO DI COLPA
In base alla mia esperienza ci sono delle situazioni tipiche che provocano dei sensi di colpa in noi donne. Ad esempio:
- quando ci convinciamo di non passare abbastanza tempo con il figlio e/o i figli, con le figlie, con il marito e/o partner a causa del difficile bilanciamento tra il lavoro fuori casa e quello in famiglia. Si arriva a casa stanche e spesso stressate per un’attività che non ci appassiona. Ci sentiamo, perciò, in colpa proprio perché non abbiamo né energie né tempo sufficienti da dare ai propri cari.
- Quando programmiamo dei momenti solamente per noi stesse e proviamo senso di colpa, perché crediamo di non meritarceli a causa di convinzioni bloccanti, anziché essere convinte che “ricaricare le pile” possa invece aiutarci ad essere più performanti con gli altri.
- Quando non soddisfiamo le aspettative delle persone, a cui diamo molta importanza, e, perciò, riteniamo di non essere quasi mai all’altezza della situazione in genere o della relazione sia essa in ambito familiare-privato sia in ambito lavorativo-pubblico.
- Quando proviamo rimorso e sconforto per gli errori del nostro passato, vedendoci totalmente responsabili dell’accaduto.
- Quando abbiamo paura di dire di no alle richieste che ci vengono fatte e, quindi, ci riteniamo non degne di esprimere le nostre motivazioni, scegliendo di metterci all’ultimo posto ossia dopo tutto e tutti.
- Quando commettiamo una violazione di una norma, di una regola o di una tradizione e di conseguenza ci giudichiamo malamente per aver deluso le aspettative delle altre persone.
- Quando proseguiamo in una relazione tossica, che ci danneggia fisicamente e mentalmente, per paura di interromperla od anche allorquando abbiamo il coraggio di terminarla e ci condanniamo per non aver fatto abbastanza per l’altra persona.

GLI EFFETTI NEGATIVI DEL SENSO DI COLPA
- Ansia,
- bassa autostima,
- inadeguatezza,
- sconforto profondo,
- rabbia,
- relazioni danneggiate,
- e se il senso di colpa diventa cronico, si può giungere alla depressione ed a problemi mentali.

8 PASSI DA COMPIERE PER SUPERARE IL SENSO DI COLPA (secondo me)
- Consapevolezza ossia accettare il senso di colpa e considerarlo come se fosse una spia rossa, che appare sul cruscotto della propria vettura, per avvisarci il verificarsi di una certa situazione, che richiede immediata attenzione ed adeguata soluzione.
- Auto accettazione e compassione ossia comprendere che nessuno è infallibile e perciò si può e di deve sbagliare per crescere e per migliorarci.
- Domande guida ossia attraverso di esse analizzare il senso di colpa e distinguere quello giustificato reale da quello ingiustificato ed irreale.
- Responsabilità personale ossia avere il coraggio di ammettere il proprio errore, sia nell’aver agito sia, invece, nella mancanza di azione; di chiedere scusa e di cercare la soluzione per riparare in tempo.
- Rimedi responsabili, che tratterò tra poco in modo esplicito.
- Lezioni imparate ossia riconoscere che nulla va sprecato di ciò che facciamo. Dai nostri errori possiamo imparare molto per non commetterli più in futuro o, per lo meno, cercare di non farli ancora, spezzando la catena della non consapevolezza. Dobbiamo e possiamo impegnarci a migliorarci sempre fino a che vita ci sarà!
- Perdono ossia impariamo prima a perdonare noi stessi e poi gli altri, dimostrando tolleranza e pazienza.
- Tempo ossia diamoci del tempo di guarigione e di miglioramento: tutto e subito non esiste, bensì poco e lentamente!

RIMEDI RESPONSABILI PER SPEZZARE LE CATENE DEL SENSO DI COLPA E RITROVARE LA SERENITÀ
- Assertività ossia imparare a dire di no gentilmente e cortesemente, esprimendo sempre i nostri desideri, le nostre esigenze e spiegando le nostre motivazioni. Se ci rispettiamo, anche gli altri potranno rispettarci a loro volta!
- Esercizio delle 3 posizioni percettive (io, l’altra persona e un osservatore esterno).
- Meditazione per diventare più consapevole dei propri pensieri e fare esperienza del “qui e ora” senza rimuginare sugli errori del passato, bensì concentrandosi sul presente.
- Focus sulla positività. La realtà ha due facce: una negativa ed un’altra positiva. Prestiamo attenzione al positivo, ampliandolo e riconoscendolo nella nostra vita attraverso i piccoli gesti, i momenti apparentemente insignificanti, ma carichi di leggerezza e di appagamento, che sono i nutrimenti dell’anima.
- Gratitudine. Facciamo sì che lo scrivere ogni giorno 2 o 3 motivi per cui essere grati a noi stessi diventi un allenamento quotidiano, che ci permetta di riconoscere la bellezza dentro di noi e la nostra unicità.
- Azioni correttive, cioè definiamo come e quando agire con creatività e con generosità verso la persona che abbiamo ferito, nostro malgrado, quando il nostro senso di colpa è determinato da una reale azione sbagliata.
- Celebrazione dei successi ossia godiamo dell’aver rimediato al torto arrecato e rimettiamoci nuovamente in “careggiata” , dopo esser usciti di strada.
- Rielaborazione e ristrutturazione del nostro passato ossia un esercizio che si fa durante le sessioni di coaching. Ci permette di riviverlo in un altro modo rispetto a quando l’abbiamo vissuto per la prima volta e ci aiuta a ricavare un insegnamento utile per il presente e per il futuro.
- Fiducia nella nostra capacità di migliorarci.
- Supporto esterno da parte di professionisti.
Mi auguro di aver suscitato una riflessione e ti voglio ricordare le parole di Eleanor Roosevelt: “nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso”!
Scrivimi, raccontandomi parte dei tuoi pensieri, delle tue opinioni sul senso di colpa. A tal proposito Maya Angelou affermava che “non c’è agonia più grande che portare una storia non raccontata dentro di te!” Credo, anzi ne sono convinta, che, a lungo andare , il tenersi tutto dentro provochi gravi danni al nostro benessere fisico, mentale ed emotivo.
Se desideri un incontro a 4 occhi con me, compila il form, che trovi all’interno del mio sito, per incontrarci on line o dal vivo, se abiti nella mia regione: il Friuli-Venezia Giulia.
In ogni caso a presto!
